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| CITAZIONE (.Cristina @ 1/11/2009, 14:21) Non sono del tutto convinta. Mi spiego. Negli anni 60 i capitali venivano da fuori, vedi Karim. Ma adesso la situazione è cambiata. E quindi anche il potere decisionale si è trasferito. Che poi i Sardi votino Cappellacci, che è uomo di Berlusconi, non può essere visto come un'imposizione, ma come una scelta. La frase di Rosa forse non era del tutto mtaforica, nella sua allusione alla terra. Mi viene in mente la famiglia Molinas. Praticamente un'impero. E così ce ne saranno altre, di cui io non sono a conoscenza. Perché sentirsi vittime, quando ormai si può decidere ampiamente del proprio destino?
A Tandeddu dico che quella scenetta, vissuta da me, avrebbe una interpretazione diversa, perché a Milano tutto e dico tutto, costa meno che in Sardegna. Quindi è vero che i residenti sono vittime, ma non dei turisti, dei loro vicini di casa commercianti. Perché i turistii (italiani) si lamentano esattamente come i residenti. E non raccontino né a te, né a me, né alla signora, balle sui costi di trasporto. E' carissima anche la frutta prodotta in Sardegna. Sono carissimi i dolci sardi. (Sempre meno mandorle e sempre più zucchero.)
Ma sto divagando. Il punto centrale è quello che dice Kevin, pentendosi. Entro solo nel merito dei prezzi più alti in Sardegna che non a Milano perchè a me risulta che a parte la catena di Esselunga gli altri grossi gruppi alimentari e della grande distribuzione organizzata sono presenti n pò ovunque nell'Isola e a volte sono molto più competivi nei prezzi di quelli della stessa Lombardia la quale regione ospita da noi Lombardini Group che è è uno dei più grossi e introdotti imprenditori della filiera alimentare della grande distribuzione che è presente nell'intera Isola e anche,riferito alla Gallura nello specifico questo gruppo della Lombardini è presente anche nella stessa zona con dei grandissimi supermarket di vicinato e nella zona industriale di Olbia Nord è presente il punto vendita con marchio Gros Market e in Sardegna da lavoro nelle sue sedi ad oltre 2400 unità lavorative molte di più che nell'industria chimica e petrolchimica che ancora esiste nel'Isola |
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