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| http://www.azionetrans.it/rassegnastampaCIG_agosto_05.htmlIl tenente Mario Siclari ebbe definitivamente chiara la sua «impresentabilità come uomo» il 5 gennaio del 2000, a Milano, mentre nella chiesa di Sant'Andrea, dove da bambino aveva fatto la prima comunione e ricevuto la cresima, dava l'addio a suo padre, Bruno Siclari, il primo procuratore antimafia d'Italia, morto all'età di 74 anni. A rendere omaggio al magistrato che aveva indagato sulla loggia P2, sul crac del Banco Ambrosiano, sulla banda di Francis Turatello e che da procuratore generale della Corte d'appello di Palermo aveva visto morire nelle stragi di Capaci e di via D'Amelio i colleghi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, erano schierate le massime autorità giudiziarie, da Gian Carlo Caselli a Gerardo D'Ambrosio. «Alla fine delle esequie sfilarono tutti davanti al nostro banco. Ma nessuno, dico nessuno, osò porgermi le condoglianze. Stringevano la mano a mia mamma, a mio fratello, a mia sorella. Arrivati a me, tornavano sui loro passi. Come se non mi vedessero. Lì capii che non avevo diritto nemmeno al dolore di figlio»................................. |
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